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	<title>Di Architettura</title>
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	<description>Associazione Culturale Padova</description>
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		<title>Programma</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Feb 2012 22:11:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Programma mostre]]></category>

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		<description><![CDATA[LA CITTÀ: FORMA E SPAZIO. ARCHITETTURE IN ITALIA E GERMANIA
Biennio 2011-2012 <a href="http://www.diarchitettura.org/mostre/programma-mostre/programma" class="more"><br />continua  a leggere <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<h2>LA CITTÀ: FORMA E SPAZIO. ARCHITETTURE IN ITALIA E GERMANIA<strong><br /> Biennio 2011-2012</strong></h2>
<h3>Soggetto proponente</h3>
<p>Di Architettura è un’associazione culturale senza scopo di lucro che nasce a Padova nel 2011 con l’obiettivo di diffondere e promuovere la conoscenza dell’architettura attraverso l’organizzazione di eventi culturali di carattere multidisciplinare.</p>
<h3>Premessa</h3>
<p>L’idea di dedicare un biennio di eventi al tema della città nasce da una necessità: spesso si perdono di vista i motivi per i quali esiste l’architettura, come arte che pensa agli involucri e alle scene che sostengono le vicende dell’uomo. Nel tentativo di dare ordine alla disciplina con il mero utilizzo delle normative di riferimento, si sono persi i principi che stanno alla base dell’analisi in architettura, inquinandone il concetto di trasmissibilità. L’analisi e lo studio dei fenomeni urbani non può quindi produrre solo norme, ma deve porre in evidenza i suoi principi: tra norme e principi esistono le forme della città, realizzate nel corso storia dell’architettura e giunte a noi proprio perché trasmesse.<br /> Il denominatore comune di questo biennio non sarà soltanto l’architettura in senso generale, ma piuttosto ciò che viene a sostegno di questa: le forme e il significato delle città, come esse sono state ideate, interpretate e rappresentate nella storia. La città proposta dagli autori del biennio è pensata come un grande manufatto composto da forme e spazi, un’unica grande opera architettonica, fatta di tanti luoghi urbani sorti in epoche diverse. Si guarderà la città come il luogo fisico nel quale la storia conosce il suo punto di<br /> accumulazione, come un&#8217;unica architettura fatta di più cose, un&#8217;opera d&#8217;arte collettiva.<br /> Intraprenderemo quindi un percorso che si allinea con le teorie sul mantenimento dei caratteri tradizionali delle città che necessitano, per essere applicabili, di approfondite<br /> analisi e ricerche, perché poco sapremmo della natura degli edifici e della loro genesi, senza uno studio approfondito della storia delle città, della sua forma e dei tipi di edifici che la compongono. L’autonomia disciplinare dell’architettura come presa di posizione non nega la possibilità che altre discipline possano essere supporto di questa. Per questo motivo, pittura, fotografia, cinema e letteratura, che da sempre illustrano e raccontano la città definita dalle sue architetture, ci accompagneranno lungo questo cammino.</p>
<p>La partecipazione di importanti artisti italiani e tedeschi evidenzierà i numerosi punti di contatto e di analogia tra Italia e Germania, <span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"> “</span></span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><em>La storia della affinità elettiva tra l’Italia e la Germania è ampiamente documentato nella letteratura critica e lunghissimo sarebbe l’elenco da fare se solo si volessero, ad esempio, ripercorrere i viaggi in Italia: quelli raccontati in parole da Johann Wolfgang Goethe , in note da Mendelssohn nella Sinfonia comunemente conosciuta con il nome di &#8220;Italiana&#8221;, in pietra da Karl Friedrich Schinkel quando cita, nel padiglione costruito nel parco di Charlottenburg, il casino napoletano al Chiatamone” </em></span><sup><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><em><sup>  </sup></em></span></sup><em><span style="font-family: Calibri, sans-serif;">(tratto da R. Capozzi, F. Visconti, </span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;">Oswald Mathias Ungers e l&#8217;Italia</span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"> in &#8220;EdA online&#8221;)</span></em>  dove si arriva al concetto base di arte portatrice di valori civili, collettivi e condivisi. Siamo convinti che il destino dell’architettura, di questa antichissima disciplina, minacciato oggi da pericolosi autoreferenzialismi, possa ritrovare la sua ragione d’essere riprendendo a parlare delle sue forme, dell’importanza dei suoi progetti disegnati e non solo dalle sue immagini riprodotte, insistendo su un’idea di architettura dal profilo civile più che commerciale. Come fare questo: riconsiderando le relazione tra le cose, riappropriandosi della consapevolezza che la forza dell’architettura supererà ancora una volta le mode attuali, mantenendo quel che di positivo queste hanno proposto, perché è nella somma di tutte le esperienze che si identifica la storia. E come tradurre questo in una sola parola se non con il termine razionalismo, termine ampio quanto complicato, sul quale molte parole e testi si sono espressi anche recentemente e sul quale anche l’esperienza di questo biennio tenterà di comprenderne ancora una volta i suoi molteplici significati.</p>
<p>La storia ci rimanda al termine razionalismo indicando un orientamento e un metodo progettuale sviluppatosi a livello internazionale nel primo ventennio del novecento. L&#8217;appellativo “razionale” risulta intellegibile in quanto spiega se stesso: questa definizione può essere condivisa secondo il concetto di architettura intesa come arte civile. Il contributo tedesco razionale negli ultimi anni prosegue un percorso iniziato nell’Illuminismo del XVIII secolo, definitosi a partire dagli anni ’20 nello studio del primo razionalismo italiano di Giuseppe Terragni.<br /> Ora l’eredità intellettuale architettonica passa attraverso gli interpreti di oggi: nelle differenti tematiche sviluppate da Uwe Schröder e Antonio Monestiroli, a loro saranno dedicate due importanti mostre di architettura dai grandi progetti urbani sino al tema di una piccola residenza, sarà affrontato il tema della purezza della forma all’interno del concetto razionalista, stabilendone i principi comuni. In quello spazio tra l’idea e il suo confine (si potrebbe dire la sua forma), tra la ragione e i suoi limiti, sta l’essenza di un tema importante come quello delle forme e degli spazi nella città, per il quale questo biennio ha deciso di porre le basi per un’ampia riflessione.</p>
<p><strong>Obiettivi generali del biennio:</strong></p>
<ul>
<li>presentare l’ Associazione Culturale Di Architettura;</li>
<li>promuovere la diffusione e la conoscenza dell’architettura;</li>
<li>ricercare il percorso più coerente affinché l’architettura possa riscattare il proprio ruolo all’interno della società attuale;</li>
<li>favorire scambi e collaborazioni durature tra Italia e Germania;</li>
<li>coinvolgere e instaurare collaborazioni durature con soggetti pubblici e privati che, a vario titolo, si occupano e sono interessati al tema della città e più in generale dell’architettura;</li>
<li>sviluppare partnership durature con imprese che sosterranno il progetto del biennio, coinvolgendole nelle attività dell&#8217;associazione, mettendo a conoscenza dei professionisti, direttamente coinvolti e a quelli invitati, i propri prodotti e i propri metodi di lavoro.</li>
</ul>
<p><strong>Obiettivi specifici del biennio:</strong></p>
<ul>
<li>illustrare la città di Padova, la sue caratteristiche storico-artistiche, le potenzialità attuali, indicandola come città esempio dove sperimentare nuove soluzioni progettuali. L’idea di città come unica grande opera sarà leggibile nei suoi concetti di forma e spazio. Su questo si sommeranno ampie riflessioni e considerazioni;</li>
<li>promuovere la conoscenza dei progetti e delle opere degli autori protagonisti nel biennio.</li>
</ul>
<p><strong>Destinatari</strong></p>
<p>I beneficiari di questo biennio di eventi saranno molteplici: i cittadini di Padova, della provincia e del territorio del nordest, gli appassionati di architettura e di arte, esperti e professionisti di architettura, i docenti e gli studenti delle facoltà di architettura e ingegneria, gli studenti delle scuole medie superiori, le Istituzioni e gli enti pubblici e privati, i media.</p>
<p><strong>Comunicazione e promozione dell’evento</strong> (vedi file con piano di comunicazione)</p>
<p>Risultati attesi</p>
<ul>
<li>realizzazione degli eventi del biennio (indicatori: numero di visitatori degli eventi, numero di cataloghi venduti);</li>
<li>incremento dell’interesse nei confronti dell’architettura (indicatori: aumento del numero di visitatori degli eventi nel corso del biennio; numero di nuovi soci dell’associazione Di Architettura; numero di iscritti alla newsletter dell&#8217;associazione;</li>
<li>sviluppo di collaborazioni con enti, istituzioni, gallerie che hanno il medesimo fine (indicatori: richieste per rendere itineranti gli eventi);</li>
<li>sviluppo di collaborazioni sinergiche con i paesi della comunità europea (indicatori: richieste di collaborazioni per seminari, workshop ed eventi espositivi);</li>
<li>creazione di un network di relazioni con comune, provincia e regione, ordini, fondazioni, università (indicatori: richiesta di collaborazione e partecipazione ad eventi, seminari, incontri).</li>
</ul>
<p><strong>Periodo e luogo</strong></p>
<p>Il biennio di eventi inizierà nel settembre del 2011 e terminerà nel dicembre del 2012. Tutti gli eventi si terranno nella città di Padova.</p>
<h2>LA CITTÀ: FORMA E SPAZIO. ARCHITETTURE IN ITALIA E GERMANIA</h2>
<p><strong>Calendario eventi biennio</strong></p>
<p>Nota: oltre ai quattro eventi esposti, ne sono in previsione altri due, attualmente in via di definizione, che riguardano la città di Padova, le sue architetture e il suo territorio.</p>
<p><a href="http://www.diarchitettura.org/wp-content/uploads/2011/04/Programma-Biennio_La-città-forma-e-spazio.-Architetture-in-Italia-e-Germania.pdf">Scarica il programma Di Architettura pdf (italiano)</a></p>
<p><a href="http://www.diarchitettura.org/wp-content/uploads/2011/04/Programma-biennio-in-tedesco.pdf">Scarica i programma Di Architettura pdf (tedesco)</a></p>
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		<title>NUOVA ARCHITETTURA RAZIONALE</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Feb 2012 16:28:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>diarchitettura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bookshop]]></category>

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		<description><![CDATA[Quaderno di Aiòn  della Collana diretta da Massimo Fagioli Aiòn Edizioni, FirenzeAnno 2010 La pubblicazione del presente Quaderno di Aiòn, composto da una selezione di opere di dieci architetti italiani e tedeschi facenti parte della generazione tra gli anni ’50 e ’60, &#8230; <a href="http://www.diarchitettura.org/bookshop/nuova-architettura-razionale-4" class="more"><br />continua  a leggere <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quaderno di Aiòn  della Collana <em>diretta da Massimo Fagioli </em><br />Aiòn Edizioni, Firenze<br />Anno 2010</p>
<p><a href="http://www.diarchitettura.org/wp-content/uploads/2012/02/copRationale.jpg" rel="lightbox[570]"><img class="size-medium wp-image-571 alignright" title="copertina" src="http://www.diarchitettura.org/wp-content/uploads/2012/02/copRationale-226x300.jpg" alt="" width="226" height="300" /></a><span style="color: #000000;">La pubblicazione del presente Quaderno di Aiòn, composto da una selezione di opere di dieci architetti italiani e tedeschi facenti parte della </span>generazione tra gli anni ’50 e ’60, illustra esiti progettuali analoghi e variazioni legate per lo più ai differenti luoghi su cui insistono<span style="color: #000000;">gli interventi. Questa collezione di esempi di architettura evidenzia le declinazioni interne ad ogni scuola, perché l’origine teorica di ognuno trascende dalle scuole italiana e tedesca ed è ricca di temi compositivi fortemente legati alle teorie dei grandi maestri del passato presi a riferimento, maestri riconosciuti che elencare ora riteniamo superfluo. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;">Obiettivo della raccolta di opere è scovare, sottolineare, per poi illustrare, una serie di progetti e </span>realizzazioni, individuandone allo stesso tempo le analogie di fondo e le variazioni sul tema. </p>
<p align="JUSTIFY">Crediamo però che il giudizio positivo su questi progetti non sia solo merito di chi li ha fatti: il merito va invece a chi, come loro, ha creduto negli anni precedenti all’importanza della continuità di una tradizione che unisce un progetto a quello precedente, nella difficoltà di cogliere e riassumere assieme alla grande eredità del<span style="color: #000000;">passato, il continuo variare degli schemi sociali e delle sempre più rapide innovazioni tecnologiche. E’ presente in questa raccolta la consapevolezza che la forma della città occidentale non si inventa nemmeno nella sua più minuta parte: essa è frutto di un costante processo di sedimentazione, coraggioso quanto necessario. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;">Questa pubblicazione sarà anche il catalogo di una mostra di disegni in programma a Padova nel 2011, organizzata dall’ Associazione Culturale </span><span style="color: #000000;"><em>Di Architettura. </em></span><span style="color: #000000;">Assieme ad altre iniziative saranno evidenziati i caratteri interdisciplinari del tema architettonico, coniugando mostre di architettura ad altri eventi che insistono sul tema della rappresentazione dei luoghi urbani. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Unitamente ad altre realtà culturali, scopo dell’ Associazione è la ricerca del più coerente percorso affinché l’Architettura possa riscattare il proprio ruolo all’interno della società attuale, ponendosi l’interrogativo sul come risolvere le problematiche delle nostre città, quali l’evidente e inarrestabile smarrimento di identità dei suoi luoghi più rappresentativi.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Adolf Loos diceva che </span><span style="color: #000000;"><em>Ogni città ha gli architetti che si merita! </em></span><span style="color: #000000;">Se ci è data la possibilità di scegliere alcuni tra i rappresentanti della cultura architettonica in Italia e Germania oggi, la speranza è che questa selezione abbia il giusto riconoscimento, auspicando che la società a venire sia capace di riappropriarsi di un responsabile giudizio critico a seguito di una preparazione culturale adeguata.</span></p>
<p align="JUSTIFY"> </p>
<p align="JUSTIFY"> </p>
<p align="JUSTIFY"> </p>
<p align="JUSTIFY"> </p>
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		<title>Nuova architettura razionale</title>
		<link>http://www.diarchitettura.org/eventi/nuova-architettura-razionale-3</link>
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		<pubDate>Thu, 16 Feb 2012 15:22:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>diarchitettura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[In corso]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.diarchitettura.org/?p=554</guid>
		<description><![CDATA[Mostra di architettura
Venezia, Sala Gino Valle – Istituto Universitario di Architettura di Venezia
giovedì 22 marzo 2012 -  alle ore 17.00 <a href="http://www.diarchitettura.org/eventi/nuova-architettura-razionale-3" class="more"><br />continua  a leggere <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<h3>Mostra di architettura</h3>
<h4>Venezia, Sala Gino Valle – Istituto Universitario di Architettura di Venezia</h4>
<h4>giovedì 22 marzo 2012 &#8211;  alle ore 17.00</h4>
<p><a href="http://www.diarchitettura.org/wp-content/uploads/2012/02/locandina.jpg" rel="lightbox[554]"><img class="alignleft size-large wp-image-545" title="Nuova architettura razionale, IUAV, Venezia" src="http://www.diarchitettura.org/wp-content/uploads/2012/02/locandina-1024x1024.jpg" alt="Nuova architettura razionale, IUAV, Venezia" width="640" height="640" /></a></p>
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		<title>Nuova architettura razionale</title>
		<link>http://www.diarchitettura.org/mostre/nuova-architettura-razionale-2</link>
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		<pubDate>Thu, 16 Feb 2012 15:01:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>diarchitettura</dc:creator>
				<category><![CDATA[In corso]]></category>
		<category><![CDATA[mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Programma mostre]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.diarchitettura.org/?p=542</guid>
		<description><![CDATA[Periodo di programmazione: 22 marzo - 5 aprile 2012
Luogo: Sala Gino Valle, Istituto Universitario di Architettura, IUAV, Venezia
Materiale in mostra: 30 progetti 
Mostra a cura di: Armando Dal Fabbro, Manlio Michieletto, Cinzia Simioni, Alessandro Tognon e Elisa Toscano <a href="http://www.diarchitettura.org/mostre/nuova-architettura-razionale-2" class="more"><br />continua  a leggere <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.diarchitettura.org/wp-content/uploads/2012/02/locandina.jpg" rel="lightbox[542]"><img class="alignleft size-large wp-image-545" title="Nuova architettura razionale, IUAV, Venezia" src="http://www.diarchitettura.org/wp-content/uploads/2012/02/locandina-1024x1024.jpg" alt="Nuova architettura razionale, IUAV, Venezia" width="640" height="640" /></a></p>
<p>Istituto Universitario di Architettura di Venezia IUAV<br />Sala Gino Valle, Venezia </p>
<p>Periodo di programmazione: 22 marzo &#8211; 5 aprile 2012<br />Attività:<br />1_ Mostra dei progetti<br />Materiale in mostra: 30 progetti<br />Mostra a cura di: Armando Dal Fabbro, Manlio Michieletto, Cinzia Simioni, Alessandro Tognon e Elisa Toscano</p>
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		<title>Nuova architettura razionale</title>
		<link>http://www.diarchitettura.org/mostre/nuova-architettura-razionale</link>
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		<pubDate>Sun, 01 Jan 2012 15:49:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[mostre]]></category>

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		<description><![CDATA[Periodo di programmazione: 14 gennaio - 4 febbraio 2012
Luogo: Palazzo della Gran Guardia, Padova
Materiale in mostra: 30 progetti 
Volume a cura di: Massimo Fagioli in collaborazione con Di Architettura
Mostra a cura di: Cinzia Simioni e Alessandro Tognon <a href="http://www.diarchitettura.org/mostre/nuova-architettura-razionale" class="more"><br />continua  a leggere <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Palazzo della Gran Guardia, Padova</p>
<p>Periodo di programmazione: 14 gennaio &#8211; 4 febbraio 2012<br /> Attività:<br /> 1_Convegno internazionale La città: forma e spazio. Architetture in Italia e Germania<br /> 2_ Mostra dei progetti<br /> Materiale in mostra: 30 progetti<br /> Volume a cura di: Massimo Fagioli in collaborazione con Di Architettura<br /> Mostra a cura di: Cinzia Simioni e Alessandro Tognon</p>
<p>La pubblicazione del presente Quaderno di Aiòn, composto da una selezione di opere di dieci architetti italiani e tedeschi facenti parte della generazione tra gli anni ’50 e ’60, illustra esiti progettuali analoghi e variazioni legate per lo più ai differenti luoghi su cui insistono gli interventi. Questa collezione di esempi di architettura evidenzia le declinazioni interne ad ogni scuola, perché l’origine teorica di ognuno trascende dalle scuole italiana e tedesca ed è ricca di temi compositivi fortemente legati alle teorie dei grandi maestri del passato presi a riferimento, maestri riconosciuti che elencare ora riteniamo superfluo.</p>
<p>Obiettivo della raccolta di opere è scovare, sottolineare, per poi illustrare, una serie di progetti e realizzazioni, individuandone allo stesso tempo le analogie di fondo e le variazioni sul tema.<br /> Crediamo però che il giudizio positivo su questi progetti non sia solo merito di chi li ha fatti: il merito va invece a chi, come loro, ha creduto negli anni precedenti all’importanza della continuità di una tradizione che unisce un progetto a quello precedente, nella difficoltà di cogliere e riassumere assieme alla grande eredità del passato, il continuo variare degli schemi sociali e delle sempre più rapide innovazioni tecnologiche. E’ presente in questa raccolta la consapevolezza che la forma della città occidentale non si inventa nemmeno nella sua più minuta parte: essa è frutto di un costante processo di sedimentazione, coraggioso quanto necessario.</p>
<p><a href="http://www.diarchitettura.org/wp-content/uploads/2011/04/Comunicato-stampa-mostra_Nuova-Architettura-Razionale.pdf">scarica comunicato stampa mostra (pdf)</a></p>
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		<title>La città: forma e spazio. Architetture in Italia e Germania</title>
		<link>http://www.diarchitettura.org/eventi/la-citta-forme-e-spazi-architetture-in-italia-e-germania</link>
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		<pubDate>Mon, 28 Nov 2011 16:40:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>diarchitettura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[Convegno di architettura
Padova, Palazzo della Gran Guardia – Piazza dei Signori
Sabato 14 gennaio 2012 -  dalle ore 10.00 alle 18.30 <a href="http://www.diarchitettura.org/eventi/la-citta-forme-e-spazi-architetture-in-italia-e-germania" class="more"><br />continua  a leggere <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> Convegno di architettura</p>
<h4>Padova, Palazzo della Gran Guardia – Piazza dei Signori</h4>
<h4>Sabato 14 gennaio 2012 &#8211;  dalle ore 10.00 alle 18.30</h4>
<p><a href="http://www.diarchitettura.org/wp-content/uploads/2011/04/Comunicato-stampa-convegno_La-città-forma-e-spazio-Architetture-in-Italia-e-Germania.pdf">scarica comunicato stampa convegno</a></p>
<p><a href="http://www.diarchitettura.org/wp-content/uploads/2011/11/LOCANDINA-pulita.jpg" rel="lightbox[444]"><img class="alignright size-large wp-image-452" src="http://www.diarchitettura.org/wp-content/uploads/2011/11/LOCANDINA-pulita-1024x900.jpg" alt="nuova architettura razionale" width="640" height="562" /></a></p>
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		<item>
		<title>Uwe Schröder. Sugli spazi della città</title>
		<link>http://www.diarchitettura.org/bookshop/uwe-schroder-sugli-spazi-della-citta</link>
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		<pubDate>Mon, 28 Nov 2011 15:32:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>diarchitettura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bookshop]]></category>

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		<description><![CDATA[Immaginiamo una casa vuota al suo interno, in un certo senso vacua e non riempita,considerando quello che normalmente si ritiene un blocco, massiccio o anche riempito, una casa in cui non ci sia niente: come una tana nella terra?  <a href="http://www.diarchitettura.org/bookshop/uwe-schroder-sugli-spazi-della-citta" class="more"><br />continua  a leggere <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Volume n. 3 della Collana <em>Progetti Di Architettura</em><br />
Edizioni <em>Il Poligrafo</em>, Padova<br />
Anno 2011</p>
<h2>Horror vacui                           <a href="http://www.diarchitettura.org/wp-content/uploads/2011/11/cover-schroeder-copia.jpg" rel="lightbox[418]"><img class="alignright size-medium wp-image-433" src="http://www.diarchitettura.org/wp-content/uploads/2011/11/cover-schroeder-copia-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></h2>
<p>Testo di Uwe Schröder</p>
<p><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%">Immaginiamo una casa vuota al suo interno, in un certo senso vacua e non riempita,considerando quello che normalmente si ritiene un blocco, massiccio o anche riempito, una casa in cui non ci sia niente: come una tana nella terra? </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">La gente di montagna, così chiamata dai fratelli Grimm, considerava la tana come </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">un contenitore di dimensioni determinate costituita originariamente da tronchi scavati che serviva per trasportare i minerali alle ferriere. La casa sarebbe forse un tale contenitore? O piuttosto la casa, secondo la nostra idea, osservandola dall’esterno è piena, piena di camere e passaggi allo stesso tempo non vuote, ma aventi pienezza come se l‘abitare vi penetrasse? E la casa, all’interno, non si mostrerebbe nella complessità che la caratterizza, nella sua totalità, nella completezza che le spetta? </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">La casa sarebbe dunque sempre riempita da uomini, abitata, uguale a un teatro, </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">sarebbe un qualcosa di per sé “pieno”? Assolutamente no, ciononostante, </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">nella nostra idea, immaginiamo la proprietà di colui che la abita: la casa sembra abitata,</span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left"> mostra la sua pienezza, eppure nella tana vuota nessuno è a casa. </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">Invece, per la costruzione di una casa, nel linguaggio tecnico si parla di spazio vuoto, </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">ad esempio del vuoto dell’arco nella struttura della volta (Grimm) in cui è indicato </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">quello spazio vuoto che, dalla cima dell’arco a volta, si trova al di sopra di due sostegni </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">sotto la tensione dell’arco stesso. Evidenziamo nella pianta, di solito sotto l’indicazione</span><span class="Apple-style-span" style="line-height: 150%;text-align: -webkit-left"> “</span><span style="font-family: Georgia, 'Bitstream Charter', serif"><span style="font-size: small">spazio d’aria”, la parte superiore inaccessibile di una camera che si erge su più livelli </span></span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">così come se rimanesse esclusa dall’abitare. E prima dell’ingresso del nuovo inquilino </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">si parla semplicemente di un alloggio vuoto, anche se le camere sembrano già vuote </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">solo a causa dell’assenza di mobili? Nella nostra mente, inizieremmo così </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">volontariamente a usare l’alloggio, ad arredarlo, a dotarlo di una propria collezione </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">di mobili e, come fosse un gioco, a renderlo abitabile? </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">Le stanze annunciano già, vista la loro rappresentazione in scala, la loro dedizione </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">all’abitare con le relazioni tra spazi e abitanti.</span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left"> Con contorni definiti ed estensioni precise, assunti a edificio con proporzioni adeguate, </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">con la disposizione all’interno della struttura, con le aperture sugli spazi adiacenti </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">che permettono collegamento e passaggio, prevedono di osservare l’interno e l’esterno </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">e introducono la luce, così gli spazi consentono di riconoscere le caratteristiche proprie </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">di un uso che riempie. Ricordando e adeguando continuamente ciò che è abituale, </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">approfondiamo queste indicazioni e ci addentriamo nello scambio costante tra tutti </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">i locali del posto, con la strada, la casa e il giardino, con le camere e i percorsi, con porte </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">e finestre. Legati ai propri limiti architettonici, questi spazi sembrano un’estensione </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">dell’interno e, collegati all’abitare, appaiono chiaramente pieni al loro interno. </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">Troviamo questo interno nelle pareti come aperture, fra pareti come camere e percorsi</span><span class="Apple-style-span" style="line-height: 150%;text-align: -webkit-left"> </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">e tra le case e gli isolati come strade e piazze. Sicuramente siamo abituati, a seconda </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">dell’opinione personale, a definire ad esempio la strada come uno spazio esterno, </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">pur considerandola quasi come uno spazio interno nel momento in cui sussiste </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">un legame proporzionale con le pareti delle case. Proprio là dove l’estensione interna </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">della strada si trasforma in una semplice distanza esterna delle case, dal punto di vista </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">architettonico inizia l’aspetto esteriore, con il nome di spazio esterno esterno. </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">Sotto le aperture, divenute a livello di spazio intradossi, soglie e architravi delle pareti, </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">la nicchia è un incavo della parete stessa che per lo più collega unilateralmente a una </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">camera. Determinato dallo spessore della parete e dal grado di apertura, lo spazio </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">assume una forma propria e, in base alla sua disposizione, rimanda a un uso previsto, </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">così come ad esempio l’alcova a un luogo per dormire. Anche porte e finestre, </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">che collegano bilateralmente, sono tali spazi, integrati nel volume dell’edificio, </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">e danno informazioni su una partecipazione reciproca a uno o un altro spazio. </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">A queste relazioni interne rimanda già un uso conforme delle preposizioni di luogo, </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">come ad esempio quando si parla di qualcuno che sta sulla porta. Quando larghezza </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">e altezza di un’apertura abbandonano il legame proporzionale con lo spessore </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">della parete, il loro effetto dello spazio interno si annulla e gli spazi entrano </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">sempre più in collegamento diretto, fino a quando l’apertura stessa fa scomparire</span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left"> completamente la parete che delimita e unisce i locali. </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">Fra le pareti e i soffitti che definiscono, tra l’altro, un contorno fisso, si trova la stanza. </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">Già la vicinanza proporzionale delle sue superfici delimitanti genera, tra lo spazio </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">da una parte e l’abitare e gli abitanti dall’altra, una proporzionalità che si rivela subito </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">solo come vicinanza prestabilita nell’incontro con gli altri. La rappresentazione in scala </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">della stanza sembra adeguata nel caso in cui consideri l’usuale. Tramite i vuoti </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">delle aperture, lo spazio corrisponde ad altri spazi. </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">La casa descrive una costellazione di camere e passaggi nella quale sono articolati </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">gli spazi. Con la posizione delle stanze all’interno della struttura e con il relativo</span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left"> grado </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">di apertura sugli spazi adiacenti all’interno e all’esterno della struttura stessa, </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">si riconoscono le diverse destinazioni dell’abitare a cui sono dedicati gli spazi che si </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">integrano, sotto forma di codice, nella disposizione a costellazione. Con la suddivisione </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">delle stanze e dei percorsi nella casa e con le aperture che determinano e delimitano </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">pareti e soffitti, si possono rilevare i vincoli esistenti dall’interno e dall’esterno: </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">così come quelli della città, gli spazi della casa si completano con l’abitare.      </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">La strada, riprendendo in modo proporzionale le pareti delle case sotto forma </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">di estensione dell’interno, rappresenta uno spazio interno della città che collega di nuovo, </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">tramite le aperture nelle pareti, che in questo caso appaiono come le sue pareti </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">e le sue aperture, alle stanze delle case e alle vie che portano a cortili e giardini. </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">Qui, in particolare, l’architettura deve mostrare il suo carattere di “arte costruttiva “</span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">dei confini e della transizione, ma non tanto partendo dalla facciata o dal concetto </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">di funzionalità strutturale che vi è dietro, che tematizzano troppo unilateralmente ogni </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">legame con influenza reciproca dell’apertura quasi come decorazione della parete, </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">quanto piuttosto con la rappresentazione come progettazione spaziale della parete. </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">Come spazi più o meno autonomi, le aperture sono collegate bilateralmente alla strada, </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">così come alle camere e ai percorsi della casa e determinano o limitano, aumentando </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">o diminuendo l’apertura stessa della parete, la partecipazione reciproca agli spazi </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">adiacenti: e più che altro ci sembrerebbe inadeguato, se avessimo partecipato </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">involontariamente all’atto discreto dell’abitare come a uno spettacolo che mostra </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">l’apertura della parete sul palco della città e per il quale gli abitanti hanno recitato </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">tra le proprie quattro pareti quasi intervenendo come comparse dell’atto pubblico. </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">Tra lo spazio interno della casa e l’esterno della città, la spazialità della parete </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">assume il ruolo di mediazione. </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">Le piazze e le strade del quartiere corrispondono alle stanze e ai percorsi della casa. </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">Tra case e isolati si presentano come spazi interni esterni e, proprio come questi, </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">sono contraddistinti da una destinazione abitativa. </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">Ma la città attuale ci appare sempre più come spazio esterno indefinito e sempre meno </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">come una sequenza unitaria di spazi interni legati tra loro. Solo occasionalmente qui e lì, </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">qualora la strada dalle case adiacenti venisse usata con tavoli e sedie come una grande </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">sala da pranzo e noi stessi fossimo ospiti per strada o quando la piazza, </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">per una dimostrazione, iniziasse a riempirsi di cortei di abitanti, penseremmo al quartiere </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">come a un alloggio ampliato e alla città come a una grande casa. </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">Nella progettazione dei quartieri, la città prevede anche soluzioni in campagna. In questo </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">contesto il contrasto tra città e campagna descrive la correlazione architettonica tra spazi </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">interni e spazio esterno. Mentre riconosciamo i primi per la loro chiusura come </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">estensione interna, percepiamo il secondo per la sua apertura come distanza esterna. </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">La proporzione architettonica descrive una proporzionalità delle dimensioni </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">che all’osservatore sembra lo spazio interno fondato dall’architettura. Già il rapporto </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">della larghezza della strada con l’altezza delle pareti della casa stabilisce se percepiamo </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">uno spazio legato con l’ampliamento interno o uno spazio non legato come distanza </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">esterna. In tal caso ci spostiamo per strada tra le case e nell’altro ci troviamo </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">sulla strada davanti alle case. </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">Più o meno definita, la città attuale si presenta con fenomeni spaziali differenti. </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">In modo crescente ci imbattiamo in aree cittadine, nelle quali città e campagna </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">compaiono come un tutt’uno. Gli edifici si allontanano e lasciano indefinito l’esterno. </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">La mancanza di progettazione degli spazi fa sì che apertura e indipendenza comunichino </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">non tanto libertà quanto piuttosto il vuoto. La città dispone, oltre a spazi interni collegati, </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">anche dello spazio esterno definito che si apre all’interno con grandi giardini e forma </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;line-height: 150%;text-align: -webkit-left">ampie strade. Sulla grande piazza della città le case passano in secondo piano.</span></p>
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		<title>Uwe Schröder. Sugli spazi della città</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Nov 2011 12:42:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Video]]></category>

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		<description><![CDATA[Film-documentario in occasione della mostra di architettura
"Uwe Schröder. Sugli spazi della città" <a href="http://www.diarchitettura.org/video/sugli-spazi-della-citta" class="more"><br />continua  a leggere <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>©2011 Cinzia Simioni, Alessandro Tognon<br />
tutti diritti riservati<br />
Foto: A.T., C.S.<br />
prodotto: piazza Eremitani – C. Cassan 34<br />
35121 Padova – Italia</p>
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<p>&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY">Il film illustra i progetti e le opere costruite dell’architetto Uwe Schröder di Bonn. Allievo di Oswald Mathias Ungers, Schröder mette alla luce le sue teorie compositive illustrandole a fianco ai monumenti della città, per lui oggetto di ispirazione, per poi mostrare come sia stato possibile riproporre in edifici moderni certe tipologie consolidate dalla storia. Le riprese del film sono state girate i giorni 11 e 12 marzo 2011 nella città di Bonn, dove l’architetto ha lo studio in Kaiserstraβe e dove ha costruito importanti edifici, attori di questo documento. Il film inizia con la ripresa di Münster Platz a Bonn, uno spazio pubblico per definizione, per iniziare un percorso in sequenza dove i luoghi ripresi si diversificano nel loro equilibrio tra pubblico e privato. Quindi la corte del monastero, intesa come vera e propria unità di misura per alcuni suoi progetti, l’edificio residenziale a Collenhoff dove appunto è visibile la reinterpretazione della corte in chiave attuale, le residenze di Auerberg, quelle vicine della Prager Höfe, la piccola casa Haus Hunderthacht e per finire il suo piccolo studiolo che, come una cella monastica, consente una lettura silenziosa e segreta. La sigla finale si apre di nuovo nella piazza di Bonn, immaginando una specie di ponte con le riprese iniziali, in un luogo che definisce la città, dove sono alte le responsabilità dell’architetto. La piazza si caratterizza da una molteplicità di edifici, progettati da più architetti nel corso della storia. Nella immagine della piazza si è scelto di non riprendere l’architetto come per un senso di rispetto nei confronti di un luogo che mai dovrebbe evidenziare le scelte personali a vantaggio di valori civici che rappresentino la città, le sue istituzioni, la sua storia. Meglio siano le persone con i loro movimenti a mettere in scena la vita di questa parte di città: la scena fissa di questa ripresa è difatti una serie di edifici che delimitano lo spazio urbano. Tra questi un edificio del suo maestro Oswald Mathias Ungers.</p>
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		<title>La vita in scena</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Jul 2011 16:15:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>diarchitettura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Video]]></category>

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		<description><![CDATA[Dialoghi tra architettura, cinema, fotografia
Padova, Caffè Pedrocchi - Sala Rossini
5 giugno 2010 <a href="http://www.diarchitettura.org/video/la-vita-in-scena" class="more"><br />continua  a leggere <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dialoghi tra architettura, cinema, fotografia</p>
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<p><strong>Interventi</strong><br />
Gianni Braghieri<br />
Carlo Mazzacurati<br />
Giovanni Chiaramonte</p>
<p><strong>Periodo</strong><br />
Sabato 5 giugno 2010 ore 18.00<br />
Caffè Pedrocchi, Sala Rossini</p>
<p><strong>A cura di:</strong><br />
Giovanni Furlan<br />
Alessandro Tognon</p>
<p><strong>Con il contributo di:</strong><br />
Adriano Rabacchin<br />
Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Padova</p>
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		<title>Città cosmopolite e territori nomadi</title>
		<link>http://www.diarchitettura.org/video/citta-cosmopolite</link>
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		<pubDate>Wed, 13 Jul 2011 12:44:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dialoghi tra architettura, economia, infrastrutture
Pieve di Soligo, Villa Brandolini – Piazza Libertà 7
Giovedì 28 aprile, ore 21.00 <a href="http://www.diarchitettura.org/video/citta-cosmopolite" class="more"><br />continua  a leggere <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giovedì 28 aprile, ore 21.00 &#8211; Pieve di Soligo, Villa Brandolini &#8211; Piazza Libertà 7</p>
[See post to watch Flash video]
<p><em>Saluti</em><br />
<strong>Maurizio Castro</strong>, senatore<br />
<strong>Franco Conte</strong>, assessore all’Urbanistica della Provincia di Treviso</p>
<p><em>Lecture<br />
</em><strong>Jan Kleihues</strong>, architetto Kleihues + Kleihues, Berlino</p>
<p><em>Discussant</em><br />
<strong>Mario Lupano</strong>, vicepresidente Facoltà di Design e Arti, Università IUAV, Venezia<br />
<strong>Gino Malacarne</strong>, preside Facoltà di Architettura Aldo Rossi, Università di Bologna<br />
<strong>Roberto Zancan</strong>, docente UQAM Montreal</p>
<p><em>Modera</em><br />
<strong>Marco Berchi</strong>, direttore centrale Studi, ricerche e periodici Touring Club Italiano</p>
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